La Legge Meloni-Nordio interviene sulla Costituzione e mette a rischio l’autonomia della magistratura, alterando l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Non è un intervento isolato. Insieme all’Autonomia differenziata e al Premierato fa parte di un disegno più ampio che punta a cambiare in profondità l’assetto della nostra Repubblica democratica, concentrando più potere nell’esecutivo e riducendo gli spazi di controllo e di garanzia.
Quando si indeboliscono i contrappesi, a pagare sono sempre le persone più fragili.
Il rischio è una giustizia più severa con i deboli e più indulgente con i potenti.
L’autonomia della magistratura non è un privilegio corporativo.
È una garanzia di uguaglianza per tutte e tutti.
Il 22 e 23 marzo, al referendum costituzionale, votiamo NO.
